Gianfranco Barba SPECspecialista in dermatologia e venereologia, specialista in angiologia medica, trattamenti laser
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  patologie e trattamentifleboterapia rigenerativa ambulatoriale tridimensionale - T.R.A.P. - (scheda completa)
   
 

La TRAP è una metodica risolutiva e permanente per trattare le ectasie (dilatazioni) dei vasi venosi degli arti inferiori. E’ una “cura” della malattia varicosa, che rinforza la parete delle vene, restringe il lume, ripristina la funzione valvolare e fa scomparire alla vista tutti i vasi visibili: vene varicose, venule e teleangectasie capillari (senza chirurgia e/o scleroterapia).
Vene varicose e “capillari” dilatati degli arti inferiori: sono condizioni molto frequenti, presenti in più del 50% della popolazione adulta occidentale, che colpiscono entrambi i sessi, con netta prevalenza del sesso femminile. Possono comparire in età giovanile, peggiorare con la gravidanza, dopo utilizzo di contraccettivi orali (pillola) e altre terapie ormonali, durante la pre-menopausa e la menopausa. Non è una patologia ereditaria, tuttavia è spesso evidente una predisposizione familiare, che associata allo stile di vita influiscono sulla comparsa anticipata di questi inestetismi (la dilatazione dei vasi può essere molto visibile e compromettere un buon aspetto di gambe e cosce), spesso accompagnati dal fastidioso sintomo "gambe pesanti", da edema malleolare (alle caviglie) e dalla facile stancabilità degli arti inferiori, associati a volte a formicolii, crampi, dolore, a pigmentazioni (macchie) e, nei casi più severi, ad ulcere.
E’ ormai accertato che la causa più frequente nella genesi delle vene varicose e dei “capillari” dilatati (teleangectasie) degli arti inferiori sia individuabile nell’indebolimento della parete delle vene perforanti, che mettono in comunicazione il circolo superficiale con il circolo venoso profondo, e nella conseguente insufficienza valvolare.
L’incontinenza valvolare provoca l’aumento dell’ipertensione emodinamica ed il derivante aumento della spinta idrostatica.
Le vene visibili ad occhio nudo o con la transillumunazione costituiscono la valvola di sfogo dell’ipertensione emodinamica del circolo profondo. Se noi riduciamo questa rete vascolare dilatata, senza trattare la causa anatomica ovvero l’insufficienza delle vene perforanti, la pressione sul circolo superficiale residuo aumenterà e si formeranno rapidamente nuove varici.

Molti pazienti, hanno fino ad oggi rinunciato a curarsi perché convinti di dover essere necessariamente sottoposti ad intervento chirurgico e/o scleroterapia. La difficoltà ad ottenere buoni risultati con la chirurgia e con le iniezioni sclerosanti, ha indotto una revisione della maggior parte dei concetti che guidano gli attuali presidi terapeutici flebologici, culminata con l’elaborazione della TRAP (Fleboterapia Rigenerativa Ambulatoriale Tridimensionale), dopo numerosi anni di studio e sperimentazione.

Con questa metodica
LE VENE NON SONO OBLITERATE, NON SONO ASPORTATE, NON SONO LEGATE, MA CURATE.

Con la TRAPanziché asportare chirurgicamente le vene od obliterarle con la scleroterapia, viene curata la parete venosa, stringendo il lume delle vene e rinforzando l’elasticità del vaso, in grado quindi di rigenerare le vene superficiali e perforanti. Il medico specialista nella metodica, impiega una soluzione di Sodio Salicilato dal 3% al 6% in veicolo idroglicerico tamponato in concentrazione non obliterativa e con un adeguato protocollo anatomico e cronologico, che inietta in tutti i vasi visibili e non, patologici e non, in quantità sufficiente ad entrare in contatto con le vene perforanti (da ½ ml a 3 ml). Questa soluzione è ottimamente tollerata. Il distretto venoso non visibile ad occhio nudo verrà intercettato con una luce a fibre ottiche che è in grado di mettere a fuoco le vene ipodermiche ad una certa profondità.
L’efficacia funzionale ed estetica della TRAP è confermata dalla permanente sparizione alla vista dei vasi del circolo superficiale.
Possono essere trattati con la TRAPanche pazienti già precedentemente sottoposti senza successo ad altre terapie.
Il trattamento viene praticato ambulatorialmente, non è doloroso, non richiede anestesia, e consente l’immediata ripresa delle normali attività socio-lavorative del paziente. Una vera rivoluzione, quindi con la TRAP, che al contrario di quanto avviene con la scleroterapia, conserva gli apparati valvolari (parte più resistente della vena), inoltre promuove una ordinata “rigenerazione” di tutti i vasi( il termine “rigenerazione” viene usato come  ripristino della struttura vascolare alterata e della funzione) con riduzione della capacitanza del circolo, garantendo un evidente miglioramento della sintomatologia del paziente, ripristinando anche l’estetica degli arti e impedendo l’evoluzione della malattia varicosa.
La cura è tridimensionale perché la patologia venosa è una patologia tridimensionale e pertanto non può essere trattata efficacemente con le terapie bidimensionali come quelle tradizionali (scleroterapia, flebectomie, laser e HF endovasali, laser o Timed percutanei ecc.). La cura è eseguita in tutte le regioni dell’arto, perché la meiopragia (debolezza dei tessuti) è diffusa a tutte le pareti venose del circolo superficiale e perforante. Limitare il trattamento terapeutico esclusivamente dove sono presenti vene visibili non corregge le alterazioni emodinamiche del circolo e predispone inevitabilmente alle recidive.
A differenza delle classiche scleroterapie, con la T.R.A.P. i vasi non si chiudono, ma si riduce il loro calibro, rendendoli più forti e funzionali.


 

 


foto del dr. Sergio Capurro,


Domande frequenti

CHE COSA SONO LE VENE VARICOSE E LE TELEANGECTASIE CAPILLARI?
Le vene varicose e le teleangectasie visibili sono vasi superficiali abnormemente dilatati. Esse rappresentano la quantità di sangue che “scappa” dal circolo profondo a causa dell'insufficienza delle vene perforanti.

CHE COSA SONO LE VENE PERFORANTI?
Le vene perforanti sono i vasi che mettono in comunicazione il circolo superficiale con il circolo venoso profondo. Attraverso le vene perforanti il sangue dei vasi superficiali è aspirato nelle vene profonde.

QUALE E' LA CAUSA DELL'INCONTINENZA VALVOLARE DELLE VENE PERFORANTI?

La causa principale dell'incontinenza valvolare delle perforanti è la debolezza congenita della parete dei vasi (meiopragia), che si manifesta per l’età, gli ormoni, la postura, le abitudini, l’obesità, ecc...
Quando il paziente corre o cammina l’elevata pressione emodinamica, che spinge il sangue dal piede all’atrio destro, provoca la dilatazione delle vene perforanti meiopragiche e le valvole diventano incontinenti.

PERCHÉ SI FORMANO LE VENE VARICOSE E LE TELEANGECTASIE?
Quando le vene perforanti diventano incontinenti un’elevata pressione emodinamica(fino a 300 mm di mercurio nella gamba) si riversa nel circolo superficiale e lo dilata.

PERCHÉ A VOLTE SONO PRESENTI SOLO VENE VARICOSE E A VOLTE COESISTONO VENE VARICOSE E TELEANGECTASIE CAPILLARI?
La meiopragia o debolezza della parete dei vasi coinvolge tutto il circolo superficiale e perforante ma con espressività diversa. Se una vena superficiale, sottoposta alla pressione anomala che deriva dall’insufficienza valvolare di una perforante, ha una parete molto debole, si dilaterà fino a raggiungere un equilibrio pressorio. Se al contrario la parete, pur dilatandosi, ha una certa tenuta alla pressione, si formeranno facilmente anche teleangectasie. Se la parete delle vene non tende a dilatarsi si formeranno prevalentemente teleangectasie. Teleangectasie fini (matting) si possono formare dopo ablazione ed obliterazione delle vene (valvola di sfogo dell'ipertensione emodinamica). Le teleangectasie si formano più facilmente nei pazienti con fragilità capillare (alta espressività della meiopragia nei vasi capillari).

POSSO "CURARE" LE MIE VENE VARICOSE?
Oggi con la fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.) è possibile curare le vene degli arti inferiori. Le vene varicose del circolo superficiale rappresentano solo l’effetto della patologia; la causa della patologia è nelle vene perforanti insufficienti e nella meiopragia di questo circolo. Eliminare l'"effetto" obliterando i vasi o strappandoli non solo non cura la causa della malattia ma è dannoso perché elimina la valvola di sfogo di una ipertensione emodinamica che, non curata, dilata altre vene, venule o capillari del circolo superficiale. IL paziente pertanto non guarisce. Per la TRAP la malattia varicosa è sostenuta da una debolezza congenita della parete venosa che si dilata e diventa incontinente. Quando i muscoli del polpaccio si contraggono per inviare il sangue all'atrio destro, una parte del sangue ad alta pressione scappa dal circolo profondo, tramite le vene perforanti incontinenti, e va a dilatare il circolo superficiale. Le vene visibili rappresentano il sangue che scappa dal circolo profondo. Per la TRAP anche una piccola teleangectasia è causata da una insufficienza valvolare. Spesso la vena safena è innocente, molti nascono senza le valvole nella grande safena e non sviluppano vene varicose. Altri possiedono valvole anche nella vena femorale superficiale e sono pieni di varici. Altri ancora con numerose varici e teleangectasie hanno ecocolordoppler completamente negativi!
La fleboterapia cura il circolo perforante rinforzando la parete di questi vasi e riducendone il diametro. La riduzione del diametro rende continenti queste vene e normalizza la pressione emodinamica sul circolo superficiale. Se si obliterano od asportano le vene superficiali senza curare la causa della patologia, si elimina la valvola di sfogo dell’insufficienza valvolare delle vene perforanti. Se si obliterano od asportano i vasi superficiali, senza aver curato i vasi sottostanti, la pressione anomala sull’area rimane invariata e riaprirà le vene obliterate o ne farà insorgere di nuove. L'obliterazione e l'ablazione, se necessaria, deve seguire il trattamento fleboterapico.

QUALI SONO I PAZIENTI PIÚ DIFFICILMENTE CURABILI?

I pazienti con evidenti vene reticolari sono i più facili da trattare e da riportare ad una condizione estetica. I pazienti più difficili da trattare sono quelli in cui la meiopragia si estende anche alla rete capillare, sono i pazienti in cui si vede, al transilluminatore, un reticolo fitto di piccoli vasi, venule e teleangectasie. In questi pazienti con estrema fragilità capillare, per fortuna rari, non si può garantire un risultato estetico, perché è sufficiente la pressione di iniezione per causare la dilatazione dei capillari dell'area. In conclusione più presenti vene reticolari evidenti più il trattamento è facile e si ottiene il risultato desiderato.

COSA SI INTENDE PER "RISULTATO DESIDERATO"?
Ottenere il risultato desiderato significa ottenere la scomparsa alla vista di tutti i vasi visibili in assenza di iperpigmentazioni post-scleroterapiche permanenti e di altre complicanze. Esistono tre gradi di risultato: non visibilità dei vasi a distanza di 1.5 m, a distanza di 1/2 m e con la lente di ingrandimento. Per il motivo sopra esposto non tutti i pazienti sono in grado di raggiungere facilmente il terzo grado di risultato.

COME SI "CURANO" LE VENE VARICOSE?
Le vene varicose si curano non obliterando od asportando le vene che si vedono, ma rigenerando le pareti delle vene perforanti che non si vedono. Una soluzione rigenerativa è iniettata ordinatamente in tutti i vasi visibili ad occhio nudo o con la transilluminazione e spinto nelle vene perforanti che si rinforzano, si restringono e ripristinano la loro continenza. Non appena il circolo superficiale non è più sottoposto alla pressione emodinamica anomala determinata dall’insufficienza valvolare delle perforanti, anche le vene varicose superficiali riducono le loro dimensioni e spariscono alla vista. La fleboterapia rigenerativa tridimensionale rispetta l’anatomia e la fisiologia del circolo, nello stesso tempo, pur utilizzando una soluzione molto ben tollerata e molto poco irritante, consente di ottenere un risultato funzionale ed estetico. L'efficacia della fleboterapia rigenerativa tridimensionale non si basa sulla concentrazione della soluzione, come la scleroterapia tradizionale, ma sulla quantità della soluzione iniettata.

PERCHÉ SI INIETTANO TUTTI I VASI VISIBILI AD OCCHIO NUDO E CON LA TRANSILLUMINAZIONE?
Le metodiche tradizionali non possono agire su tutto il circolo superficiale e perforante, perché non è possibile obliterare od asportare tutti i vasi; al contrario è possibile rinforzare la loro parete e farla restringere se è dilatata. Quando una vena perforante è incontinente prima o dopo si manifesta visivamente in superficie, perché provoca la dilatazione dei vasi superficiali ad essa collegati. La dilatazione può essere visibile ad occhio nudo e dare luogo ad una varice, può essere visibile solo con la transilluminazione, oppure può manifestarsi come una minuscola teleangectasia. Se consideriamo che la patologia venosa è dovuta alla meiopragia (indebolimento della parete venosa) del circolo perforante, l’iniezione di tutti i vasi(sono le nostre "porte") è vantaggiosa perché curando la più vasta area possibile di superficie endoteliale si riduce al minimo l’aspetto evolutivo che fa dire a tutte le scuole flebologiche “the disorder cannot be permanently cured”. Al contrario delle altre metodiche la fleboterapia rigenerativa tridimensionale , essendo in grado di curare tutto il circolo perforante (che prima o dopo si manifesta in superficie) consente di ottenere un risultato permanente nel tempo.

DEVO TRATTARE CON LA FLEBOTERAPIA RIGENERATIVA ENTRAMBI GLI ARTI INFERIORI?

Poiché la patologia è determinata dalla meiopragia della parete delle vene è conveniente curare entrambi gli arti inferiori, anche perché la fleboterapia rigenerativa è preventiva. Non è conveniente per motivi emodinamici trattare contemporaneamente i due arti. È preferibile completare un arto e, successivamente, trattare il controlaterale. Questa procedura consente inoltre al paziente di verificare l'efficacia della metodica, confrontando l'arto trattato con il controlaterale non trattato.

SOFFRO DI VENE VARICOSE, É POSSIBILE PREVENIRE L'INSORGENZA DI QUESTA PATOLOGIA IN MIA FIGLIA?
Non solo è possibile ma è consigliabile prevenire l'insorgenza della malattia varicosa rigenerando il circolo perforante meiopragico, con l'aiuto della transilluminazione che riesce ad evidenziare i vasi dilatati non visibili ad occhio nudo. La transilluminazione è in grado di far vedere i vasi ectasici ancora non visibili ad occhio nudo ma di futura insorgenza. La prevenzione patologia venosa degli arti inferiori nei soggetti predisposti è uno degli obiettivi della T.R.A.P.

COS’E’ L'ULCERA VENOSA?

Un'insufficienza valvolare grave ed inveterata può provocare una alterazione del trofismo tessutale e dare luogo ad un ulcera cutanea. La terapia dell’ulcera venosa deve essere vascolare e plastica. Oggi la T.R.A.P. consente dil’insorgenza di questo grave ed invalidante disturbo e può rappresentare un trattamento preventivo razionale.

PERCHE' SONO IMPORTANTI LE CALZE ELASTICHE ED IL BENDAGGIO DURANTE LA T.R.A.P.?
La rigenerazione del circolo perforante è aiutata dalle calze elastiche e dal bendaggio con bende autoadesive (senza collante). Le calze dovranno essere indossate durante la fleboterapia rigenerativa e, per alcune settimane dopo, la fine del trattamento. Il bendaggio deve essere tenuto per 2- 6 giorni in relazione alla gravità della patologia.

NON SI DEVE MAI USARE LA SCLEROTERAPIA?
La scleroterapia, come la fleboterapia, è solo uno strumento il medico usa quando è necessario. La scleroterapia è utile in alcune formazioni vascolari congenite e per obliterare i vasi residui, se presenti dopo la rigenerazione. Questa è un'evenienza rara perché la T.R.A.P. riesce quasi sempre a far sparire alla vista tutti i vasi. La scleroterapia obliterativa si può utilizzare quando persiste una porzione di varice superficiale. Questo può avvenire quando il vaso ectasico residuo ha una parete troppo sottile e sclerotica per essere sensibile all'azione della soluzione rigenerativa. Per aumentare l'efficacia della soluzione, si può aumentare il tempo di persistenza del paziente immobile sul lettino. Una scleroterapia obliterativa delle teleangectasie degli arti può essere giustificata, ad esempio dalla fretta del paziente e su vasi molto piccoli naturalmente informando questo ultimo che si esegue un trattamento palliativo e non curativo.

Ci sono controindicazioni per la fleboterapia in gravidanza?
La fleboterapia come la scleroterapia è controindicata in gravidanza.

Ci sono controindicazioni per una gravidanza in una donna che ha subito la fleboterapia? Non c’è nessuna controindicazione alla gravidanza nei pazienti che hanno subito la fleboterapia. Riteniamo che la fleboterapia possa prevenire l’insorgenza delle vene varicose se effettuata prima della gravidanza.

La fleboterapia può essere effettuata dopo la gravidanza?
E’ necessario ricordare che la fleboterapia utilizzando il salicilato di sodio non può essere somministrato durante l’allattamento perché passa nel latte materno.

C'è un età preferibile per la fleboterapia?
I pazienti che hanno una predisposizione all’insufficienza venosa è preferibile che si sottopongano alla fleboterapia prima possible, per prevenire l’insorgenza delle vene varicose. Ricordiamoci che è sempre meglio prevenire che curare.

Le vene trattate con la fleboterapia riacquistano le loro funzioni, ad esempio la loro elasticità è reintegrata?
La fleboterapia non rovina le fibre elastiche della parete dei vasi che si mantiene elastica. Le fibre elastiche si adattano al diminuito diametro del vaso (in caso contrario non sarebbero più fibre elastiche).

La fleboterapia è altrettanto utilizzabile nelle vene dilatate delle braccia e delle mani come lo è nei piedi e nelle caviglie?
La fleboterapia è in grado di rinforzare e restringere le vene delle mani e delle avambraccia. Essa limita l’eccessiva dilatazione delle vene che si manifesta con l’esposizione al calore. Nelle mani la visibilità delle vene è condizionata anche dai tessuti sottocutanei.

Si può stabilire il numero di sedute necessarie al trattamento sulla base di fotografie ad alta definizione?
Si, se le vene sono molto evidenti sono necessari 3 trattamenti per regione quindi 18 trattamenti per i due arti. I trattamenti possono diventare la metà se si inietta il doppio di soluzione (40 ml). La metodica è estremamente efficace e risolve i casi normali in poche sedute. I casi in cui è più difficile ottenere un completo risultato estetico sono i casi in cui ci sono capillari ectasici finissimi, non visibili neppure con la lente e nel caso di varici molto sclerotiche. Nei pazienti molto magri, la scarsità del tessuto sottocutaneo rende difficoltosa la sparizione alla vista delle vene di alcune regioni dell'arto inferiore.

Ci sono stati eventi avversi dopo la fleboterapia?
Gli effetti collaterali sono praticamente assenti anche se la comparsa di ecchimosi legate soprattutto al trauma dell’ago sono spesso presenti ma ad autorisoluzione in pochi giorni. Tutti i pazienti devono seguire le prescrizioni del medico e assumere con regolarità un integratore fitoterapico ad azione flebo tonica. Spesso si preferisce l'Angiovein (una capsula al giorno, due durante i viaggi). L'Angiovein contiene 5 vasoattivi, 5 antinfiammatori e 4 componenti che agiscono in 4 punti diversi della cascata piastrinica, oltre ai più potenti antiradicali liberi e trofici dei vasi.



La tecnica
• Le sedute di flebo terapia vengono effettuate normalmente con una cadenza settimanale.
• Si iniettano normalmente da 15 ml a 30ml di salicilato di sodio in veicolo idroglicerico tamponato al 6% per seduta, in relazione alla gravità della patologia.
• La soluzione rigenerativa viene introdotta in tutti i vasi visibili ad occhio nudo ed anche in quelli non visibili mediante la transilluminazione. Si inizia dalle vene del piede (corona flebectasica) e si termina alla base della coscia, dalla maggiore alla minore pressione emodinamica. L'arto inferiore è diviso in tre regioni. Si inizia dalla regione mediale, nella seduta successiva si inietta la regione posteriore e nella terza seduta quella laterale. In alcuni casi  si possono trattare più distretti contemporaneamente. Nella quarta seduta si ritorna ad iniettare la regione mediale, e così via fino alla scomparsa alla vista di tutti i vasi visibili.
• Si tratta prima un arto e poi il controlaterale.
• Il numero di sedute varia da paziente a paziente,a seconda del problema da trattare, da 2  a 10 sedute per arto.
• Dopo ogni seduta viene effettuato un bendaggio della gamba con garza coesiva da tenere per 3‐4 giorni che va poi sostituita con calza elastica compressiva fino alla seduta successiva.
• Durante tutto il trattamento viene prescritto un integratore fitoterapico ad azione flebotonica.
• Gli effetti collaterali sono praticamente assenti anche se la comparsa di ecchimosi legate soprattutto al trauma dell’ago sono spesso presenti ma ad autorisoluzione in pochi giorni.

Ringrazio il Prof. Sergio Capurro, inventore della metodica, per l’autorizzazione concessami all’uso di alcune sue fotografie e di parte del testo tratto dal sito ufficiale della Fleboterapia Rigenerativa Tridimensionale Ambulatoriale.

   
 
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domande frequenti
 
CHE COSA SONO LE VENE VARICOSE E LE TELEANGECTASIE CAPILLARI?
CHE COSA SONO LE VENE PERFORANTI?
PERCHÉ SI FORMANO LE VENE VARICOSE E LE TELEANGECTASIE?
POSSO "CURARE" LE MIE VENE VARICOSE?
COS’E’ L'ULCERA VENOSA?
 
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