Utilizzo della tecnologia Laser ad Alessandrite con impulsi in picosecondi per la rimozione dei tatuaggi: Esperienza personale a sei mesi

RIASSUNTO:

Sono stati trattati nell’arco di 6 mesi i tatuaggi di 108 pazienti, di età media 33 anni e fototipo da I a IV secondo la scala di Fitzpatrick. È stato usato il laser ad alessandrite in picosecondi (ps) 755 nanometri (nm) Picosure (Cynosure). Il 47% dei pazienti non era mai stato trattato e il 53% aveva effettuato in precedenza terapie con laser Q-switched.

Durante la prima seduta è stato utilizzato uno spot medio di 2,9 mm, fluenza media di 3,03 J/cm2 e frequenza di 10 Hz. Nelle sedute successive i parametri sono stati modificati in base alla risposta al trattamento, al fototipo, all’abbronzatura e agli effetti collaterali, con una generale riduzione del diametro dello spot e, di conseguenza, un incremento della fluenza. Il 75% dei pazienti ha raggiunto una clearance del tattoo >75% alla terza seduta.

Il colore blu è stato eliminato con una media di 1-2 sedute, il verde e l’azzurro in 2-3 sedute e il colore nero ha raggiunto una clearance media del 75% dopo 3 trattamenti. Immediatamente dopo ciascuna seduta il 100% dei pazienti presentava una cute eritematosa ed edematosa.

Nell’80% dei casi si sono osservate vescicole e solo nel 10% bolle ed emorragie puntiformi. A distanza di tre mesi dalla prima seduta il 10% presentava ipopigmentazione (fototipi III e IV) e un altro 10% iperpigmentazione post-infiammatoria.

I risultati di questo studio sembrano confermare che la rimozione dei tatuaggi con laser ad alessandrite in ps sia più efficace a fluenze più basse, quindi più sicura, con minimo rischio di effetti collaterali, più veloce, con una compliance superiore.