Capillari o Teleangectasie

La comparsa dei “capillari” sugli arti inferiori è molto frequente. Scopri come curarli ed eliminarli!

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Teleangectasie agli arti inferiori

Le teleangectasie, chiamate comunemente capillari, sono dilatazioni visibili di piccoli singoli vasi venosi, si presentano come linee di colorito variabile dal rosso vivo al blu-violaceo a decorso serpiginoso. Sono molto diffuse soprattutto in persone con pelle chiara facilitate dall’esposizione al sole, al freddo, e da predisposizione genetica. Sono molto frequenti sul viso e agli arti inferiori.

Frequente è anche in donne in menopausa o affette da disturbi neurodistonici a partenza gastrointestinale (difficoltà nella digestione e stipsi) o alterazioni tiroidee o turbe mestruali o abuso di alcool, caffè,cibi grassi e piccanti o fattori emozionali e stress.

Quando si  localizzano alle gambe e sono sempre espressione di problemi circolatori di entità modesta o in un quadro di insufficienza venosa. La comparsa dei cosiddetti “capillari” alle gambe è molto frequente nel sesso femminile. Possiamo però distinguerli e classificarli a seconda della dimensione:

  • da 0,1 a 1 mm teleangectasie normalmente di colore rosso
  • meno 0,2 mm teleangectasie tipo matting tali da formare un a rete
  • da 1 a 2mm teleangectasie venulari di colore blu, leggermente rilevate
  • da 2a 4 mm vari reticolari o varici minori di colore cianotico blu.

La presenza di questi vasi va sempre valutata prima di eseguire il trattamento delle teleangectasie.

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Da cosa dipendono?

La comparsa dei capillari è spesso legata ad un problema di ritenzione di liquidi. Alla base c’è la perdita di tono e elasticità della parete venosa con conseguente edema e formazione di “cellulite”.

Esiste tutta una serie di fattori che contribuisce alla ritenzione:

  • Fattori costituzionali
  • Fattori ormonali: gli estrogeni, il progesterone e la prolattina la favoriscono. La carenza di ormoni tiroidei provoca imbibizione dei tessuti, così come l’aumento del cortisolo ematico, frequente soprattutto nei periodi di stress
  • Alimentazione scorretta (introduzione di calorie eccessive, eccessiva assunzione di sale)
  • Cattive abitudini (gambe accavallate, scarpe inadatte, indumenti troppo stretti, vicinanza a fonti di calore)

Il progredire dell’insufficienza venosa va di pari passo con la degenerazione del tessuto connettivo e quindi l’aggravamento della cellulite dagli stadi iniziali fino alla comparsa dei noduli dolorosi e della cute a materasso.

Tipi di Terapie

Terapia senza Laser

La terapia dell’insufficienza venosa si basa sull’uso delle calze elastiche e sul drenaggio linfatico manuale.

Va poi differenziata la paziente che presenta delle teleangectasie isolate dalla paziente con vasi reticolari o con vasi perforanti. In questi ultimi casi è preferibile un attenta valutazione vascolare in modo da correggere eventuali scompensi emodinamici.

La flebectomia ambulatoriale costituisce la metodica chirurgica d’elezione per eliminare le varici reticolari. Si tratta di una tecnica molto semplice: in anestesia locale, dopo aver praticato piccole incisioni, le varici vengono isolate e agganciate con speciali uncini. Le complicazioni in genere possono essere ematomi, parestesie, matting teleangectasico.

La terapia sclerosante costituisce a tutt’oggi la terapia migliore per i vasi di medio calibro: (2-4 mm). La sostanza iniettata, danneggia l’endotelio provocando una reazione infiammatoria e una fibrosi della intera parete venosa. In questo modo, il sangue viene deviato nelle vene sane con un sensibile miglioramento della circolazione.

La sclerosante non provoca quasi mai effetti collaterali gravi. La complicanza più frequente è la iperpigmentazione, dovuta all’accumulo di emosiderina. La iperpigmentazione, nell’80% dei casi risolve spontaneamente in un arco di tempo compreso fra 6 mesi e 2 anni, ma non risponde ai comuni schiarenti.

Un’altra complicanza piuttosto frequente è la comparsa del matting teleangectasico, costituito dalla comparsa di capillari molto fini nella sede sottoposta a sclerosanti.

Terapia con Laser

L’azione del laser è completamente diverso da quello delle sclerosanti: la luce del laser è assorbita dall’emoglobina contenuta nei vasi e convertita in calore; questo provoca la denaturazione dei vasi stessi. I requisiti basilari di un laser per trattare le ectasie vascolari sono:

  • una lunghezza d’onda che sia assorbita selettivamente dall’emoglobina
  • la capacità di penetrare in profondità
  • la durata dell’impulso sufficientemente lunga.

Il laser in grado di trattare le teleangectasie delle gambe e degli arti inferiori è il laser Neodimio Yag a 1064nm. Il laser Neodimio Yag a 1064nm è molto ben conosciuto in campo medico in quanto viene usato da molti anni in oculistica, gastroenterologia, urologia, odontoiatria e recentemente in Medicina Estetica
La selettività nei confronti della melanina è inferiore agli altri laser, ma, proprio per questo, a nostro parere, è più idoneo per l’epilazione per pelli scure e molto abbronzate. Il laser ND-Yag riesce a trattare anche capillari di una certa consistenza, viene utilizzato a fluenze elevate e richiede un buon sistema di raffreddamento della cute, comunque a causa della maggiore profondità d’azione.

Può essere utile per capillari di calibro superiore ad 1 mm , in quanto il Laser Neodimio Yag a 1064nm è capace di far sparire il “capillare” lasciando solo un lieve arrossamento, solo sui vasi di spessore maggiore ci può essere una porpora(un livido violaceo).

Va comunque tenuto presente che il trattamento laser dei “capillari” degli arti inferiori è molto più complesso del trattamento di quelli del volto per un insieme di ragioni: la maggiore pressione idrostatica, la maggiore profondità cutanea e la maggiore complessità della loro struttura. In generale si può dire che la laserterapia non costituisce da sola lo strumento in grado di risolvere il problema delle teleangectasie degli arti inferiori (a meno che queste non siano molto sottili ed isolate) ma va integrata con un adeguato sistema di scleroterapia o con la TRAP, Fleboterapia Ambulatoriale Rigenerativa  Tridimensionale.

TRAP o Fleboterapia Ambulatoriale Rigenerativa Tridimensionale

La TRAP è una metodica risolutiva e permanente per trattare le ectasie (dilatazioni) dei vasi venosi degli arti inferiori. E’ una “cura” della malattia varicosa, che rinforza la parete delle vene, restringe il lume, ripristina la funzione valvolare e fa scomparire alla vista tutti i vasi visibili: vene varicose, venule e teleangectasie capillari (senza chirurgia e/o scleroterapia).

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