Domande Frequenti

Dermatologia e Venereologia - Nevi

Cosa sono i nevi o nei?
I nevi o nei sono lesioni cutanee dovute all’accumulo di melanociti, cellule che producono la melanina. La melanina è il pigmento responsabile dell’abbronzatura, proteggendoci dal sole. I melanociti sono normalmente distribuiti uniformemente nell’epidermide, mentre nei nevi si accumulano e crescono gli uni attaccati agli altri formando degli ammassi.

A seconda del numero dei melanociti, della quantità di melanina presente e della loro profondità si distinguono una grande varietà di nevi, alcuni sono piccoli e tondi, altri più grandi e frastagliati, alcuni piani altri cupoliformi o peduncolati, lisci o rugosi, con o senza peli.

Quali trattamenti sono consigliati?
Nella maggior parte dei casi i nevi sono lesioni benigne della pelle e non daranno mai problemi, ma in taluni casi potrebbero degenerare in un tumore maligno detto melanoma.

Che cos’è il melanoma? Come fare una diagnosi precoce?
Il melanoma è un tumore maligno della pelle che può insorgere sia su un nevo preesistente o direttamente sulla pelle sana. Se il melanoma viene diagnosticato tardi, nonostante i progressi ottenuti in medicina, la mortalità resta elevatissima.

La sopravvivenza dipende dallo spessore del tumore al momento della diagnosi; quindi il suo precoce riconoscimento e la conseguente asportazione chirurgica sono essenziali per ridurre la mortalità.

Negli ultimi anni si è registrato un forte e drammatico aumento dell’incidenza del melanoma in tutti i paesi del mondo e in Italia l’incidenza di questo tumore è di 10-15 casi ogni 100.000 abitanti.  Il melanoma è certamente uno dei tumori a più alta malignità, ma è l’unico ad essere già visibile nelle sue prime fasi di sviluppo, quando ancora le cellule maligne non si sono spinte in profondità e in lontananza, quindi se riconosciuto ed asportato precocemente la percentuale di guarigione è prossima al 100%.

Ecco perché il controllo dei nevi e la diagnosi precoce assumono un’importanza fondamentale nella prevenzione del melanoma. Fortunatamente oggi grazie alle nuove tecnologie come la videodermatoscopia digitale è possibile controllare in modo preciso l’evoluzione di ogni singolo nevo. La Videodermatoscopia digitale VIDIX è una metodica diagnostica non invasiva che consente la valutazione dei nevi. Permette di visualizzare caratteristiche strutturali non visibili ad occhio nudo, aumentando sensibilmente l’accuratezza diagnostica e consentendo una diagnosi precoce delle lesioni melanocitarie atipiche e del melanoma.

Com’è possibile riconoscere in tempo il melanoma?
L’autoesame periodico dei nevi è sicuramente uno degli strumenti principali per individuare una lesione pericolosa, ma un grande passo avanti è stato compiuto con l’avvento di una moderna metodica diagnostica chiamata Dermatoscopia e soprattutto dalla Videodermatoscopia digitale.

Che cos’è la Mappatura dei Nevi con Videodermatoscopia digitale?
La Videodermatoscopia digitale computerizzata è un’evoluzione tecnologica della dermatoscopia clinica in grado di effettuare ingrandimenti fino a 100 volte e di visualizzare parametri morfologici delle lesioni mettendo in evidenza particolari che non sono visibili a occhio nudo e con una videocamera ad alta definizione connessa ad un computer permette la visualizzazione dell’immagine dermatoscopica in tempo reale, la sua cattura e la sua memorizzazione. Questa tecnologia consente, quindi, sia l’analisi approfondita immediata del nevo, che la sua memorizzazione fotografica per una successivo controllo nel tempo evidenziando eventuali cambiamenti. Le foto cliniche e dermoscopiche dei nevi vengono numerate e quindi archiviate e sarà possibile confrontarle con le immagini acquisite nei mesi o negli anni successivi in modo da poter notare variazioni di dimensione, colore e struttura spesso non riconoscibili a occhio nudo.

A cosa serve la mappatura dei nevi? Perché controllare i Nevi?
La mappatura dei nevi serve per poter capire se uno o più nevi nel tempo cambiano aspetto e diventano pericolosi, in modo da asportarli precocemente e prevenire quindi la loro degenerazione in melanoma.  Con la mappatura dei nevi il dermatologo ha l’opportunità di visualizzare e memorizzare su un computer le immagini dei nevi e verificare nel tempo gli eventuali cambiamenti di forma, colore e struttura. Qualsiasi cambiamento nella dimensione, nel colore ed ogni nuova struttura dovrebbe essere considerata un cambiamento significativo.

Chi può effettuare l’esame Videodermatoscopia digitale?
Chiunque può sottoporsi a questo esame.

La mappatura dei nevi è dolorosa o pericolosa?
La Videodermatoscopia digitale è una metodica diagnostica che risulta del tutto indolore e non invasiva, non è minimamente pericolosa e non presenta alcuna controindicazione.

Quando andrebbe fatto il primo controllo?
L’età migliore è subito dopo la pubertà, in quanto i nevi nei bambini cambiano frequentemente, anche a breve termine e i melanomi sono molto rari. Se al primo controllo non ci dovessero essere nevi atipici, sarebbe consigliabile eseguire una visita dermatologica dei nevi almeno una volta all’anno. In caso contrario è indispensabile, in particolare se si ha un numero elevato di nevi o familiarità per melanoma ed in base al grado di irregolarità del neo il controllo andrà fatto a 3-6 mesi o 1 anno.

Come si autocontrolla un nevo?
L’autoesame dei nevi non ha lo scopo di consentire a chiunque di fare da soli la diagnosi, che deve essere sempre posta dallo specialista durante una visita dermatologica, ma di controllare i propri nevi valutandone il numero, la posizione, la forma, la grandezza ed il colore. L’ispezione visiva periodica, ci consente quindi di osservare se si sono verificate modifiche e di sottoporre allo specialista dermatologo uno o più nevi che destano sospetto o preoccupazione. Il melanoma può essere sconfitto solo con la prevenzione e con la diagnosi precoce.La sorveglianza dei propri nevi e di quelli dei propri familiari è il primo stadio della prevenzione del melanoma. Per controllare un nevo, è necessario valutarlo ricordando le prime 5 lettere dell’alfabeto

Che cos’è l’alfabeto dei nevi?
Una corretta osservazione della pelle, una corretta protezione solare e in caso di comparsa di una nuova lesione pigmentata seguire il semplice metodo ABCDE.
Si sfruttano le prime 5 lettere dell’alfabeto proprio per cercare i caratteri pericolosi di un nevo.

A = Asimmetria

Metà della lesione appare diversa dall’altra o presenta una forma irregolare; dividendo il nevo a metà con una linea verticale verifichiamo se le due parti sono uguali (simmetriche) oppure diversetra loro (asimmetriche).

B = Bordi

I bordi della lesione si presentano frastagliati e irregolari, il nevo potrebbe essere sospetto.

C = Colore

Il colore del nevo è molto scuro nero o non uniforme o ci sono più colori contemporaneamente (policromo).

D = Dimensioni

La lesione è estesa più di 6 millimetri

E = Evoluzione

L’aspetto del nevo si è modificato, ha cambiato forma, colore e/o dimensioni, si è rilevato oppure diviene pruriginoso, si ulcera e/o sanguina

Chi deve fare l’autoesame? Chi può considerarsi “a rischio”?
L’autoesame deve essere fatto da tutti, ma con particolare riguardo da chi presenta le seguenti condizioni che aumentano il rischio del melanoma cutaneo:

FATTORI DI RISCHIO LEGATI AL SOGGETTO:

  • Pregressa asportazione di melanoma
  • Precedenti casi di Melanoma in ambito familiare (10%)
  • Fototipo chiaro (I-II): pelle capelli biondi, rossi e occhi chiari, tendenza alle scottature
  • Elevato numero di nevi (>50)
  • Nevi melanocitari atipici o in modificazione
  • Nevi congeniti in particolare di grandi dimensioni (grandi (>20 cm) > medi (tra 1,5 e 20 cm> piccoli <1,5 cm)
  • Immunosoppressione

FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI:

  • Ripetute esposizioni solari e/o a lampade abbronzanti
  • Scottature in età giovanile

Quando bisogna allarmarsi?
Non bisogna mai allarmarsi, ma è necessario consultare lo specialista dermatologo esperto in dermatoscopia se si individua un nevo diverso dagli altri, asimmetrico, con bordi irregolari o sfumati, di colore non omogeneo anche se asintomatico oppure una preesistente o nuova lesione pigmentata che cambia rapidamente di forma e/o colore o diventa rilevata e quindi palpabile.

I nevi della pianta dei piedi e del palmo delle mani, meglio definiti acro-ocalizzati, devono essere asportati solo se ritenuti dal dermatologo sospetti (come tutti gli altri). La ferita di un nevo traumatizzato, generalmente ripara e guarisce come qualunque altra ferita della pelle, anche se in ogni caso è buona norma sottoporla all’attenzione del dermatologo.

Sono necessarie norme di preparazione?
Per effettuare una mappatura dei propri nevi non è opportuno essere abbronzati perché tutte le lesioni pigmentate in seguito all’esposizione ai raggi ultravioletti manifestano segni di foto-attivazione che potrebbero ostacolare l’esame strumentale.

Si consiglia di evitare il trucco agli occhi, alle labbra e al viso per consentire un’accurata ispezione di tutte le aree del volto.

Evitare di applicare lo smalto perché le lesioni pigmentate possono localizzarsi anche in sede ungueale.

Evitare di eseguire la tinta dei capelli nei giorni immediatamente precedenti la visita perché possono residuare sul cuoio capelluto tracce di pigmento esogeno che ostacolano l’individuazione dei nevi.

Segnalare al medico la presenza di eventuali lesioni pigmentate in sede genitale.

Non indossare lenti a contatto colorate per permettere al dermatologo di osservare più facilmente l’iride e la congiuntiva.

Tutti i nevi devono essere controllati, non solo il nevo che si pensa essere pericoloso. La segnalazione è importante ma è fondamentale un’ispezione sistematica per un’eventuale diagnosi precoce del melanoma

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