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Il Peeling Chimico

Il peeling chimico del volto è un trattamento estetico che stimola, attraverso l’applicazione di sostanze acide sulla pelle e la conseguente rimozione di una parte sottile e superficiale, l’esfoliazione ed il conseguente ricambio cellulare e la produzione di nuovo collagene ed elastina, con un ringiovanimento della cute, che dopo il trattamento appare più luminosa, liscia, levigata e con un colorito più uniforme.

Il peeling chimico agisce nella pelle del viso attraverso l’azione di vari meccanismi:

  • stimola la rigenerazione (turnover) cellulare rimovendo ed esfoliando le cellule morte dello strato corneo provocando una vera e propria accelerazione del ricambio cellulare che avviene già naturalmente nel derma.
  • elimina le cellule della pelle danneggiate e degenerate, che vengono sostituite da cellule epidermiche normali.
  • produce un’infiammazione che attiva la produzione di collagene ed elastina (rivitalizzazione e ringiovanimento del derma mediante stimolazione dei fibroblasti con formazione di collagene autologo).

Un peeling del volto può quindi agire sia a livello del derma più superficiale o a livello più profondo, ma ricordiamo che piuttosto che eseguire un peeling profondo, con i possibili rischi ed effetti indesiderati, è consigliato eseguire varie sedute di peeling superficiali o di media profondità.

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La Nascita e le Origini

La nascita e le origini del peeling si perdono nell’antichità in Egitto, Grecia, Turchia, India e Babilonia si utilizzavano sostanze ed ingredienti di origine vegetale unite a zolfo, pomice, polveri minerali, polveri di piante e fiori. Dalla letteratura antica si apprende che Cleopatra (69 a.C.- 30 a.C.) facesse uso abituale di latte acido (acido

lattico) e di vino rosso (acido tartarico) per la cura
quotidiana della propria pelle e ne sfruttasse le già cono­sciute
proprietà leviganti.

Alla fine dell’ 800 il dermatologo tedesco P.G. Unna sperimentò numerose sostanze e metodiche per il peeling e nel 1882 descrisse l’impiego dell’ acido tricloracetico, dell’acido salicilico, della resorcina e del fenolo.

Mackee, un famoso dermatologo inglese, sperimentò nel 1952, il fenolo per il trattamento delle cicatrici da acne.

Si deve a La Gassè l’approfondimento del peeling al fenolo e a Van Scott, Yu e Murad dobbiamo l’approfondimento dell’utilizzo del tricloracetico, dell’acido salicilico, dell’acido lattico e soprattutto dell’acido glicolico.

Patologie ed inestetismi che possono essere trattati con il peeling sono:

  • Cheratosi attiniche ed invecchiamento cutaneo
  • Cicatrici da acne e varicella
  • Smagliature
  • Rosacea
  • Discromie e macchie della pelle (macchie solari o di invecchiamento, lentiggini) del viso, mani, decolletè
  • Melasma
  • Acne in fase attiva
  • Dermatite seborroica
  • Radiodermiti
  • Sottili rughe superficiali

Quali risultati si possono ottenere con un peeling?
Migliorare l’aspetto della pelle del viso rimovendo gli strati più superficiali dell’epidermide, che apparirà più luminosa, liscia, levigata e con un colorito più uniforme.

Quali sono i tempi di guarigione?
Il tempo di guarigione varia da una lieve sensazione di pizzicore diffuso della zona trattata per qualche minuto con leggera desquamazione che compare dopo 3 giorni circa e dura 5-7, fino, nei peeling medio-profondi, allo scurimento della pelle trattata che dopo 5 giorni si esfolierà a grandi squame per 8-10 giorni a seconda della concentrazione utilizzata nel peeling.

Quali sono i rischi della procedura?
Solo nei casi di peeling profondi c’è la possibilità di rari casi di infezioni o esiti cicatriziali.

Le sostanze utilizzate per il peeling chimico possono essere:

  • Acido glicolico
  • Resorcina
  • 5-Fluorouracil (5-Fu)
  • Acido retinoico
  • TCA acido tricloroacetico
  • Acido salicilico
  • Acido piruvico
  • Alfa-idrossi-acidi
  • Fenolo
  • Jessner’ s Solution
  • Acido ascorbico
  • Acido lattico
  • Peeling Acido Mandelico
  • Peeling Yellow Peel

Quale profondità si usa per il peeling?
Sono molti i fattori che devono essere tenuti in considerazione, per scegliere la profondità a cui deve agire il trattamento di peeling chimico:

  • tipo di inestetismo o patologia che vogliamo trattare
  • la sostanza utilizzata e la sua concentrazione
  • zona di cute trattata
  • tecnica di applicazione e quanti passaggi eseguiremo sulla stessa zona di pelle
  • trattamento cutaneo prima del peeling
  • tipo di pelle del paziente
  • spessore della pelle
  • la durata del peeling, ovvero quanto tempo rimane l’agente chimico sulla pelle
  • preparazione della pelle prima del trattamento
  • differenti aree di pelle da trattare

    E’ necessario valutare  con attenzione il tipo di pelle del paziente e determinare di conseguenza quale sia il peeling maggiormente appropriato. Spesso ai peeling medio-profondi è preferibile l’uso di un Laser per effettuare una dermoabrasione classica o frazionale.

Preparazione al peeling

Nei peeling medio e medio-profondi nelle due settimane precedenti il peeling è necessario preparare la pelle utilizzando cosmetici contenenti acido glicolico, e prodotti contenenti alfa – idrossi – acidi per favorire una più veloce riepitelizzazione e guarigione della pelle, e sostanze depigmentanti che impediscono la deposizione della melanina sulla superficie della pelle e riducono quindi le probabilità che si verifichino iperpigmentazioni post-infiammatorie.

Sostanze per la preparazione al peeling chimico

  • Acido cogico
  • Idrochinone
  • Sunblock
  • AHA

Peeling molto superficiale

Il Peeling molto superficiale rimuove soltanto lo strato della pelle più superficiale e si esegue con applicazione di soluzioni di acido glicolico a concentrazioni variabili tra il 50% e il 70%. Utile per ottenere una rimozione dell’opacità cutanea e ridare luminosità alla pelle e per attenuare le pigmentazioni superficiali.
Il tempo dell’applicazione è variabile a seconda del tipo di pelle del paziente. Il fastidio provocato durante il trattamento è una lieve sensazione di pizzicore diffuso della zona trattata per qualche minuto.

La desquamazione, compare dopo 3 giorni circa e dura 5-7 giorni.

A causa della sua azione leggera, non è indicato per cancellare in estetismi quali acne, cicatrici, rughe. E’ consigliato eseguire più sedute per avere un risultato soddisfacente.

Peeling superficiale

Questo tipo di peeling crea necrosi di una parte dell’epidermide arrivando allo strato basale della stessa.

Peeling di media profondità

Con questo peeling crea necrosi dell’epidermide e di parte del derma papillare.
E’ utilizzato per acne papulopustolosa e nodulocistica, cicatrici da acne e da varicella, melasma, rughe di media profondità con la possibilità di abbinare al peeling infiltrazioni di fillers.

Nel Peeling medio-profondo

si utilizzano soluzioni di acido tricloroacetico al 35-40% oppure peeling combinati o misti oppure Fenolo all’88%.
Durante il trattamento si avverte una sensazione di bruciore che può essere molto intensa.
Il decorso post-peeling è abbastanza impegnativo, perché la pelle trattata diventa scura, e dopo 5 giorni vi è l’ esfoliazione a grandi squame che prosegue per 8-10 giorni.

Peeling profondo

Oltre alla necrosi dell’epidermide, questo peeling provoca anche necrosi del derma papillare e talvolta del derma reticolare.
Indicato per rughe diffuse e più accentuate ed esiti cicatriziali. i suoi effetti non sono paragonabili ad un lifting chirurgico ma le due tecniche possono essere complementari.

Come già detto in precedenza non effettuo i peeling medio-profondo e profondo, preferendo la precisione e la sicurezza di dermoabrasioni classiche o frazionali effettuale con Laser.

Decorso post peeling

Seguite sempre tutte le indicazioni che vi verranno date dal medico-chirurgo che ha effettuato il trattamento.
Nel decorso post-peeling è indispensabile proteggersi in modo assoluto dal sole e dai raggi solari e lampade UVA – UVB per almeno due mesi dopo l’applicazione del peeling (anche in casa) con prodotti che contengano schermi e filtri solari protettivi, per prevenire eventuali iperpigmentazioni post-infiammatorie.

Lavare la pelle con un detergente delicato, risciacquarla con cura e delicatezza evitando qualsiasi tipo di sfregamento o irritazione e mantenere la cute costantemente protetta con prodotti emollienti.

Il tempo di guarigione varia, da 4 giorni a 12 giorni a seconda della concentrazione utilizzata nel peeling.

Indicazioni per il peeling

Con i peeling chimici possono essere trattati i seguenti inestetismi o patologie:

Invecchiamento cutaneo: Il trattamento è indicato in caso in cui la pelle del viso si presenti ruvida, opaca e invecchiata con minor luminosità, scarsa idratazione e perdita di tonicità.

Gli effetti del peeling

Gli effetti del peeling consistono nell’attenuazione o nella scomparsa delle imperfezioni appena descritte. Inoltre stimolando la produzione di nuovo collagene ed elastina, dona maggior luminosità ed elasticità alla pelle, aumentandone lo spessore, e ringiovanendo il viso del paziente.

Dona inoltre un colorito più uniforme, migliora l’idratazione, e di conseguenza la pelle si presenta più compatta e levigata.

Quale peeling utilizzare

Il medico, dopo un’accurata visita in studio, valutato l’inestetismo e il tipo di pelle che presenta la paziente e illustrati i risultati che è possibile ottenere, sceglierà quale prodotto utilizzare per il peeling e in quale percentuale o concentrazione.

Un ciclo di peeling comprende vari trattamenti, la cui durata è variabile a seconda del tipo di pelle e della sostanza e della concentrazione utilizzata.

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